ZEITWILLE

Zeitwille è nato negli anni '80 nel Nord Europa.

Il tema comune della comunicazione umana, del simbolismo naturale e della nostra prospettiva individual-collettiva sulla realtà influenzano tuttora il suo sguardo. Il suo lavoro è costituito da dipinti, murales e installazioni, e riflette la sua ricerca artistica sul "Chiaroscuro", il movimento Impressionista e l'arte contemporanea.
Nel 2011 frequenta assiduamente l'atelier dell'artista tedesco Fritz Fronius, dove inizia a sviluppare il proprio modo di dipingere. Durante l’apprendimento e mentre applica metodi tradizionali, fonde queste nuove intuizioni con le sue capacità di pittura a spruzzo, creando le sue prime opere su enormi superfici.
Più tardi, nel 2011, si cominciano a vedere i primi risultati dei suoi sforzi “anonimi” per le strade di Heidelberg, i quali riscuotono un’attenzione immediata da parte del pubblico.
Nel 2012 viene invitato ad esporre durante la "Lunga Notte dei Musei", un evento d’arte regionale. Nel 2013, l'Università di Heidelberg commissiona una mostra biennale dal titolo "Everybody is an Artist" (Ognuno è un artista) per il suo edificio medievale "Zeughaus". La mostra si concentrava, oltre ad altri temi, sull'argomento del "dialogo", mostrando grandi ritratti uno di fronte all'altro.
Nel 2015 lascia l'Europa per andare a lavorare con giovani orfani a Brazzaville, nella Repubblica del Congo. Nel Congo, dipingeva i bambini e dipingeva con loro, creando ritratti e maschere africane. Ha poi venduto le opere e raccolto fondi per l'orfanotrofio, mostrando non solo il suo credo "Everybody is an Artist", ma agendo altresí come piccola organizzazione umanitaria. In seguito, nello stesso anno si trasferisce a Roma e fonda, insieme all'artista romano Canz-52, un progetto artistico internazionale denominato "Arte da Rubare". Questo progetto suscita un dibattito sull'accessibilità dell'arte contemporanea, in quanto le opere d'arte da loro create vengono esposte in spazi pubblici per essere "rubate" da qualcuno.
Nel 2017 espone la sua installazione "Regina Europa", che tratta il tema “dell'identità globale”, al Museo d'Arte Contemporanea (MACRO).